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Confronto 3D

PLA o PETG: quale filamento per quale pezzo?

Aggiornato: novembre 2026

La risposta breve

PLA e PETG sono i due filamenti più venduti. Entrambi si stampano su quasi tutte le stampanti in commercio, senza camera chiusa. Eppure non servono per gli stessi pezzi. Questa guida ti aiuta a scegliere. Le temperature citate sono intervalli comuni. Il valore giusto è sempre sull’etichetta della tua bobina.

Il PLA in breve

Il PLA è il filamento di partenza. Fonde a bassa temperatura, aderisce bene al piatto, si ritira poco e in stampa ha un odore molto lieve.

  • Temperatura ugello tipica: circa 190-220 °C.
  • Piatto: circa 50-60 °C.
  • Punti di forza: facilissimo, tanti colori, superficie pulita, dettagli nitidi.
  • Punti deboli: si ammorbidisce intorno ai 55-60 °C. Un pezzo in PLA lasciato in macchina al sole si deforma. È anche più fragile del PETG.

Il PETG in breve

Il PETG appartiene alla stessa famiglia della plastica delle bottiglie d’acqua, con un additivo che lo rende più facile da stampare.

  • Temperatura ugello tipica: circa 220-250 °C.
  • Piatto: circa 70-85 °C.
  • Punti di forza: più flessibile e più resistente agli urti, regge meglio il calore (intorno ai 70-80 °C), resiste meglio del PLA ai raggi UV e all’umidità esterna.
  • Punti deboli: fa fili (stringing), a volte aderisce troppo su alcuni piatti lisci e assorbe l’umidità dell’aria.

La tabella per decidere

Il tuo pezzo PLA PETG
Miniatura, decorazione, prototipo Sì Possibile
Supporto a parete, gancio Possibile Sì
Pezzo per l’auto No Con riserva, meglio l’ASA
Pezzo da esterno No Sì
Pezzo che deve flettersi un po’ No Sì
Prima prova su una stampante nuova Sì Dopo il PLA

Per un pezzo esposto al sole dietro un parabrezza, nessuno dei due è ideale. L’ASA regge meglio, ma richiede una stampante chiusa. Vedi stampare ABS e ASA.

Quale stampante per il PETG?

Tutte le stampanti del nostro confronto stampano il PETG. Serve un ugello che arrivi almeno a 250 °C circa e un piatto che raggiunga gli 80 °C. Anche i modelli entry level superano questi valori: la Bambu Lab A1 arriva a 300 °C sull’ugello e 100 °C sul piatto, e lo stesso vale per la Creality Ender-3 V3 KE. Per il PETG la camera chiusa non serve. Con il PLA, anzi, aprire lo sportello aiuta a evitare il surriscaldamento. Vedi stampante 3D chiusa o aperta.

Gli errori comuni con il PETG

  1. Filamento umido. Il PETG assorbe acqua. Fili, bolle e un leggero scoppiettio all’ugello sono i segnali. Asciuga la bobina (spesso 65 °C per qualche ora, vedi le indicazioni del produttore) e conservala con del gel di silice. L’AMS 2 Pro della Bambu Lab P2S asciuga il filamento direttamente nel modulo.
  2. Primo strato troppo schiacciato. Il PETG preferisce un primo strato un po’ meno schiacciato rispetto al PLA. Se aderisce troppo al piatto liscio, usa un piatto testurizzato o un po’ di colla stick come distaccante.
  3. Ventola troppo forte. Il PETG si lega meglio tra gli strati con meno raffreddamento. I profili dei produttori ne tengono conto.

Gli errori comuni con il PLA

  1. Stampare in una camera chiusa e calda. Il PLA ha bisogno di aria fresca. Su una stampante chiusa come la P1S, apri il coperchio o lo sportello quando stampi PLA, come consiglia il produttore.
  2. Pensare che regga in pieno sole. Non regge.
  3. Usare le impostazioni del PETG. Un ugello troppo caldo fa colare il PLA e crea fili.

Il prezzo

Costano più o meno uguale: da 15 a 25 € al chilo per i marchi più diffusi. Il PETG a volte costa un po’ di più nelle versioni trasparenti o caricate. Il costo per pezzo è calcolato in costo di una stampa 3D.

Il nostro consiglio

Inizia con il PLA per imparare. Passa al PETG appena un pezzo deve stare all’aperto, sopportare uno sforzo o un calore moderato. Per andare oltre con TPU, nylon o filamenti caricati con fibre, leggi quale filamento scegliere. E se non hai ancora scelto la stampante, lo strumento di scelta ti propone tre modelli adatti.

Le stampanti di questo articolo

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